Glaucoma, come prevenire. I consigli del prof. Gandolfi

25-Gandolfi 25-glaucoma«E’ un ladro silenzioso della vista». Così, senza troppi giri di parole, Stefano Gandolfi, direttore dell’unità operativa di Oculistica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma definisce il glaucoma, mettendo in guardia i soggetti a rischio dai possibili danni causati dalla malattia. Per saperne di più, in occasione della settimana mondiale di prevenzione sulla malattia, che come ogni anno si celebra nella seconda settimana di marzo, abbiamo chiesto al professore Gandolfi di spiegarci cos’è il glaucoma, quali i fattori di rischio e perché è importante una diagnosi precoce.

«Il glaucoma è una patologia cronica dell’occhio – chiarisce subito il direttore della struttura del Maggiore – che colpisce il nervo ottico. Il nervo ottico è quella struttura che collega l’occhio al cervello, permettendoci di vedere. Spesso, ma non necessariamente, la patologia si associa ad un aumentata pressione nel bulbo oculare. L’aumento della pressione oculare può danneggiare il nervo che porta le informazioni visive al cervello, con una perdita irrecuperabile della vista.»

Professore, come mai il glaucoma viene definito il “ladro silenzioso della vista”? 

«Perché spesso si manifesta senza sintomi particolari e, proprio per la sua natura silenziosa, circa la metà delle 800.000 persone affette da glaucoma in Italia non sa di averlo. È per questo che risulta essenziale la diagnosi precoce: per ritardare tempestivamente la progressione della malattia. Come quasi tutte le malattie croniche, il glaucoma è assolutamente curabile. Curandosi bene e con costanza è possibile prevenire i danni alla vista che il glaucoma può causare se non viene trattato con attenzione».

La diagnosi precoce rappresenta quindi uno dei capisaldi per il successo della successiva terapia?

«Assolutamente sì. Infatti, nonostante il paziente possa non essersi accorto del danno, vi sono indagini diagnostiche che permettono di evidenziare la malattia in tempo utile».

Chi deve eseguire gli accertamenti? 

«Nel tempo sono stati individuati numerosi fattori di rischio che si associano alla patologia. La familiarità è sicuramente una delle cause principali. Ma oltre alla presenza in famiglia di un parente stretto che è già affetto dalla patologia, l’avere superato i 40 anni, essere affetti da miopia di grado elevato, soffrire di frequente emicrania e, infine, anche l’aumento della pressione oculare sono considerati sintomi importanti».

Cosa fare quindi in questi casi? 

«È fondamentale un primo passaggio con il Medico di Medicina Generale che potrà prescrivere una visita di controllo. Sarà poi lo stesso oculista, eventualmente, a chiedere una successiva visita specialistica».