Il Mese Magazine fa 200…diciassette anni di storia della città

«Più di diciassette anni fa, nell’aprile 1999, quando uscimmo per la prima volta, non avremmo mai pensato di arrivare oggi a presentare il numero 200 del Mese. Un traguardo importante per un giornale che ha accompagnato quasi vent’anni di avvenimenti della nostra città e che nel tempo è cambiato, ma quello che non è mai stata diversa è l’emozione di chiudere un numero e di vederlo stampato, materializzarsi tra le mani, pronto per essere mandato in distribuzione.

Il giornale ha mutato nel tempo la sua strategia editoriale, per alcuni periodi ha avuto anche delle testate analoghe dedicate alle città di Reggio Emilia, Piacenza e Modena, quest’ultima esce ancora dal 2003. Iniziò con l’idea di raccogliere e documentare i più importanti progetti locali, mettendo in rete le realtà istituzionali più rappresentative del territorio: Comuni, Provincia, Fondazioni, ma anche teatri cinema e promotori culturali.

In particolar modo il Mese andò a colmare un vuoto informativo che si era creato con la chiusura dello storico giornalino del Comune di Parma, quando ancora internet non esisteva o almeno non la consuetudine di comunicare con la rete, soprattutto per mancanza di utenti. Poi con il tempo tutto è cambiato ed è iniziata una rivoluzione digitale che ha cambiato il modo di fare informazione, ormai veicolata esclusivamente attraverso i social.

Se si voleva conoscere in modo sintetico, essenziale l’agenda degli appuntamenti più importanti o leggere gli approfondimenti delle scelte che avrebbero cambiato una città: questo sarebbe stato quello che si poteva trovare su Il Mese. Nessuna notizia di giudiziaria, cronaca nera o rosa, per una precisa scelta editoriale. L’obiettivo era quello di dare poche informazioni, ma chiare ed essenziali, per chi voleva conoscere qualcosa della nostra città, ma non era poi così interessato proprio a tutto quello che accadeva in città.

Poi nel 2008, con l’inizio della crisi economica, soprattutto degli enti locali, la necessità di cambiare natura per sopravvivere, diventare più commerciali, potenziare la distribuzione e rivolgersi ad un lettore generalista. Finiva la funzione esclusivamente di giornale istituzionale e di servizio, per aprirsi anche a quella più popolare, predisponendosi a trovare anche nelle inserzioni pubblicitarie una importante fonte di finanziamento. Il giornale ha ampliato le tematiche trattate, con l’apertura di nuove rubriche, inserendo anche lo sport e le nuove tecnologie.

Poi si giunge ai giorni nostri, la corruzione, la rivolta dei cittadini, la scelta di un sindaco nuovo e sconosciuto, eletto a tutti i costi, pur di liberarsi della propria storia recente. Abbiamo cercato di capire come e dove stava andando quest’esperimento elettorale, accettando la sfida di raccontare e criticare quello che non stava funzionando. Un modo per esserci anche noi, con le nostre idee e quello che ci hanno raccontato lettori e cittadini.

Il Mese Parma, si chiamava così negli “anni novanta” prima di aggiustare il proprio nome nel più moderno Mese Magazine, uscì in città quando esisteva solo il quotidiano la Gazzetta di Parma e, dopo aver attraversato un periodo di grande fermento giornalistico, con esperienze non tutte edificanti a dire il vero, stando agli scandali che hanno lambito e affondato alcune testate e ai conseguenti esiti delle indagini della magistratura, si ritrova oggi ad essere sempre in compagnia del quotidiano della città.

In questo servizio abbiamo provato a ripercorrere i numeri più significativi di questi diciassette anni, ricordando giornate e notti di lavoro a scegliere le copertine più suggestive ed emozionanti, pronti a stampare un numero per buttarsi a capofitto su quello successivo, senza avere mai la certezza che ci sarebbe stato, un nuovo numero».

di Simone Simonazzi

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