La stampante 3D: una rivoluzione a portata di tutti

stampante 3D

L’ intervista di Daniela Lella a Leonardo Barbarini dell’officina di coworking On/Off a Parma

Cosa sono le stampanti 3D? Come funzionano? Queste e tante altre domande attanagliano la mente di molta gente che crede sia impossibile stampare un oggetto reale. Ebbene, è sbalorditivo, ma è possibile realizzare prototipi, modelli in scala e tanto altro ancora con la stampante 3D!
Grazie a Leonardo Barbarini e all’officina di coworking On/Off a Parma, questa nuova tecnologia ha preso piede rapidamente in città. Per capirne di più…

Com’è nata la vostra stampante 3D?
“L’abbiamo acquistata dalla Wasp (azienda lombarda) che progetta queste stampanti da parecchi anni. In realtà volevamo costruirla noi e seguire un progetto online di stampa, ma il tempo era poco e quindi abbiamo deciso di acquistarla. Io l’ho tenuta a casa una settimana per studiarla nei minimi dettagli e fare delle prove e, anche grazie al sito di Wasp, l’ho imparata ad usare. Ci siamo muniti di questo strumento perché è molto innovativo e ci permettere di realizzare stampa di modelli, modelli in scala per architetti, e anche di esaudire qualche piccola curiosità, al di là della parte di teaching e laboratori con le scuole”.

Come funziona questa stampante 3D?
“Questa è una stampante a deposito stratificato. Funziona mediante una scheda elettronica Arduino che comanda quattro motori e un riscaldatore:  tre dei motori muovono l’ugello di stampa sui tre assi cartesiani e il quarto motore spinge il filamento plastico all’interno dell’ugello; grazie al riscaldatore, che mantiene l’ugello alla temperatura giusta, il filamento plastico si fonde e inizia a generare uno strato e poi un altro ancora, fino a terminare l’oggetto. È uno strumento relativamente veloce, perché per stampare un oggetto di circa 3 cm per 3 cm impiega venti minuti, non venti secondi. Dunque per stampare cose in serie conviene cercare su Internet una produzione in serie perché le stampanti a depositi di plastica stratificata sono più adatte a modelli unici: parti meccaniche di prototipi, modellistica, ecc”.

Con quali materiali è possibile stampare?
“Questa stampante, basandosi sulla stratificazione in seguito a fusione, ha bisogno di un materiale che innanzitutto possa stare sulla spoletta, fondere ad una certa temperatura e infine solidificare rapidamente una volta che la temperatura è scesa. I materiali che si comportano così sono solo le plastiche. Però ho visto anche alcune stampanti che stampano in stagno, ma ovviamente il procedimento diventa complesso. Ci sono vari tipi di plastiche: alcune più rifinite, alcune più robuste e in base all’oggetto che devi ottenere puoi usare una rispetto a un’altra. Noi prevalentemente usiamo il PLA e l’ABS. L’ABS ha la caratteristica che sotto vapore di acetone diventa liscio, quindi non rigato ed opaco. Mentre il PLA è un po’ più grezzo, ma è più comodo da stampare perché fonde ad una temperatura minore. Si può stampare anche in nylon perché è un materiale molto duttile, ma si fonde ad una temperatura più alta.
Insomma, ogni materiale ha i suoi pregi e i suoi difetti, come ogni cosa”.

Per stampare a livello domestico servono particolari tipi di software?
“I software che servono sono: cad di modellazione e slicer; oggi c’è la fortuna che entrambi si possono reperire gratuitamente su Internet e sono open source. Ad esempio tra i cad di modellazione 3D gratuiti c’è Blender, io invece uso Solidworks che è un software per le aziende, ma ce ne sono tanti e tutti hanno la caratteristica di esportare un file stl. Grazie ad un altro software (lo slicer) il file esportato viene “affettato” e preparato per il percorso macchina, cioè il percorso che dovrà seguire l’ugello di stampa. Poi questo percorso viene dato in pasto alla stampante”.

Che forma di business c’è? E quali sono i costi?
“I costi medi delle stampanti già assemblate vanno dai 1.000 a 2.500 euro e seguono questa tipologia di stampa. Inoltre, ci sono anche dei kit di montaggio online scaricabili gratuitamente che con alcune parti elettroniche (100 dollari circa)e un po’ di carpenteria da ferramenta (altri 100 dollari circa), ti permettono di costruire una stampante 3D con soli 200 dollari (150 euro circa).
Delle stampanti 3D adesso c’è il boom, ma la stampa 3D esiste da tempo: alla Ferrari già negli anni ’80 stampavano in 3D, anche se erano cifre esorbitanti. Non è un sistema nato adesso, bensì è il costo così basso che è arrivato adesso; è questo il passaggio fondamentale. È incredibile perché chi prima aveva solo un’idea e non aveva i soldi, adesso può avere l’idea e anche i soldi per potersi permettere di avere questa macchina e sviluppare la sua idea. Quindi ora è possibile avere in casa un oggetto come questo che ti permette di creare quello che prima era solo virtuale”.

Invece a livello scolastico che ruolo potrebbe avere questo nuovo strumento?
“A livello scolastico è meraviglioso poter introdurre questa macchina perché permette di veder realizzati i disegni e le proiezioni ortogonali che prima restavano solo su carta. Già con un laboratorio come il nostro che riguarda la scuola media abbiamo avuto un riscontro positivo. A me piacerebbe ampliarlo anche alle elementari e soprattutto alle scuole superiori (istituti tecnici e geometri). Insegnare a utilizzare queste macchine  è un passo che va fatto perché tra vent’anni le stampanti 3D saranno come gli smartphone oggi. Il principio di funzionamento non è così lontano dal procedimento con cui si costruiva il vaso di creta: strati su strati. Infatti i ragazzi con cui abbiamo fatto il laboratorio hanno capito al volo il procedimento e ne sono rimasti colpiti. Ogni scuola dovrebbe avere uno o più strumenti del genere perché sono semplici, creativi e ti aprono verso il mondo della tecnologia”.

Questa macchina potrà far scomparire delle professioni?
“Per ora con un materiale solo, i tempi lunghi e una resa che non ottiene la finitura di un oggetto di produzione, si parla sempre di prototipi. Forse in un futuro con delle stampanti che potranno stampare più materiali a prezzi bassi, il discorso cambierà. Però, secondo me, si tratta ancora di una decina o quindicina di anni e nel frattempo, durante questi anni, le stampanti 3D saranno in casa di chiunque”.

Sito dell’officina On/Off: http://officinaonoff.com/