Piacere… sono IL BILLO, piccolo randagino napoletano trasferito a Parma.

billoSono nato e cresciuto randagio, fino a che sono finito in canile… da lì pero’ la mia strada è stata tutta in discesa, direi di aver fatto bingo,

dato che sono diventato l’assistente di un istruttore cinofilo. Convivo infatti con una bipede di nome Betta e con 2 border collie : Indy e Bhima.

Vi porterò dentro il mio mondo, vi farò vedere con occhi diversi dai vostri, quella che è la mia vita , e quella dei vostri compagni di cuccia.

Parto subito raccontandovi un brutto episodio a cui ho assistito ieri. Ero in un centro commerciale e ho visto una signora con una cagnolina (moooolto carina direi) che passeggiava tranquillamente, dall’altro lato c’era una ragazza con un grosso pitbull che, vista la cagnolina carina ha cominciato a fare il matto per farsi notare, abbaiando e saltando in avanti. Io capisco che la cagnolina fosse davvero molto bella, che ci fossi anche io ( che modestamente ho il mio fascino), e che magari poteva essere un po’ più gentile, ma la sua proprietaria si è comportata davvero male. Anziché girarsi di spalle alla cagnolina con tutto il suo corpo, per far capire al suo cane che si sarebbero allontanati da li e che quindi poteva rilassarsi, che cosa ha fatto? Ha cominciato a urlare e a dargli delle pacche col guinzaglio L

Non è vero che noi anche se siamo grandi e grossi non sentiamo il dolore .. non è vero che dovete usare metodi duri con noi per sottomerci . Sono idee su di noi vecchie vecchie vecchie !! Si certo c’è ancora chi racconta queste cose, e purtroppo anche chi le pratica, ma non è mai troppo tardi per imparare a comunicare davvero con il proprio cane. E’ più bello conoscere , condividere e comunicare invece che imporsi con la durezza senza sapere cosa si sta facendo.

Noi comunichiamo attraverso le posture, ovvero attraverso le posizioni e gli atteggiamenti che assumiamo rispetto a una persona o a un altro animale.

Quella ragazza che sbatteva forte il guinzaglio sulla testa del cagnone, ignorava tutto questo. Non dico che sia per colpa sua, purtroppo anche nel mondo della cinofilia non si capita sempre dai personaggi giusti.

Ma se un cane risponde in quel modo vuol dire che non è in grado di fare altro … noi cani cerchiamo sempre la strategia più semplice per comunicare, ma a volte ci scontriamo con stati d’animo che non sempre riusciamo a gestire. Come esempio potrei dirvi che è come portare un bambino in un negozio di giocattoli e pretendere che non tocchi nulla … ecco, è praticamente impossibile. E non è con la violenza e l’imposizione che si può  far tornare il bimbo in se. L’unica cosa da fare è allontanare il bimbo dal negozio di giocattoli.  E’ impossibile tenere un bimbo fermo in un negozio di giochi tanto quanto è impossibile far ragionare un cagnone in quella situazione. Non lo fa apposta a comportarsi così .. è proprio una reazione emotiva. L’unica cosa da fare, prima di cominciare magari un percorso di educazione per insegnargli ad avere fiducia nel proprietario e negli altri cani, è allontanarsi.

E allontanarsi non vuol dire che ci tirate  via a forza il cane da li . Vuol dire imparare a comunicare con noi, nel nostro linguaggio. Vuol dire “fidati di me” , che se hai paura, se ti senti minacciato, se sei a disagio, io lo so e ti do la scelta di andare via insieme.

Lo so cari amici, è difficile … ma difficile ma non impossibile.

Anche oggi a scuola è venuto un cagnone grande e nero , e i suoi amici umani ci hanno detto che quando vede altri cani diventa ingestibile. Già lo sapevo che mi avrebbero c

hiamato e mi avrebbe  fatto lavorare. Uffa tocca sempre a me fare questi lavori … non ho mai un attimo di pace.

Prima di cominciare a lavorare ho osservato bene, per essere preparato( ci tengo a fare il professore). Il cagnone nero ha visto la mia amica Bhima da lontano… ma molto lontano perché lei stava giocando con i freesbee … ed è vero ha subito cominciato a fare il matto. Quello che ho visto però è stata la stessa solita triste scena: il suo proprietario ha attorcigliato tutto il guinzaglio intorno alla mano e ha cominciato a tirare forte , a dargli degli strattoni e a urlare per farlo smettere. Anche qui credo che non lo facessero per cattiveria, ma per esasperazione.  Betta lo ha fatto liberare e subito dopo sono entrato in campo io. Prima ci siamo conosciuti attraverso la rete, poi quando abbiamo fatto le presentazioni, ho chiesto io di poter e

ntrare. Come era grosso, non ci avevo mica preso le misure tanto bene!Comunque mentre correvamo liberi al sole, ci siamo spiegati un po’ di cose. Poi io mi sono stancato presto e ho chiesto a Betta di andare nel mio trasportino perché non ce la facevo più a correre forte come lui. Però intanto il cagnone era già molto più sereno. Dopo questo incontro Betta ha fatto fare ai proprietari qualche esercizi sulla comunicazione al guinzaglio, come vi dicevo prima comunicare è molto meglio che imporre , quindi gli ha spiegato che il guinzaglio non serve a tirare via il cane , a spostarlo fisicamente da un luogo , e tanto meno a gestire le emozione e i problemi legati allo stress e alla emotività. Il guinzaglio è come una mano che ti tiene e ti accompagna, e se hai paura ti porta via da quello che temi. Io lo so che fra qualche tempo i proprietari del cagnone nero saranno molto più preparati a gestire queste situazioni, intanto perché avranno imparato a riconoscere gli stati emotivi del loro cagnone, e poi a tutelarlo , anziché pretendere da lui un comportamento in quel momento impossibile.  Magari le prossime volte che ci incontriamo vi spiego un po’ meglio come voi umani dovreste fare per averci più sereni (e quindi, dal vostro punto di vista, più gestibili).

Quando questo nuovo amico è tornato a casa io l’ho visto che stava meglio. Aveva provato di nuovo a fare il monello perché c’era un cane di la dalla strada, ma la sua padrona che era li con Betta, ha preso in mano la situazione, si è fermata, non ha strattonato né urlato né accorciato il guinzaglio …. Ma appena il suo cagnone si è girato verso di lei per chiedere aiuto lei lo ha portato via da lì. E a entrambi si sono illuminati gli occhi, perché per la prima volta erano li a parlarsi e a capirsi.

Io non sono molto bravo ad andare al guinzaglio, lo ammetto, ma come vi dicevo sono nato e cresciuto libero per la strada e l’aria un po’ hippy da figlio dei fiori mi è rimast

a e poi mi fanno paura le macchine, le moto e le persone che mi pestano sul marciapiede. Per fortuna Betta lo sa e non è che mi ci porti spesso, tanto non ne ho necessità … La pizza me la portano direttamente a domicilio  e me la mangio tranquillo sul mio divanetto .

Ciao amici alla prossima!

Vostro affezionatissimo Billo.

 Elisabetta Cena

Istruttore cinofilo professionista.

www.lagiostradipaco.it