Mangiare bio?Ecco i consigli di Cristina Giacomelli

di Cecilia Novembri

Zuppa di verdure estiva 11-16 tendenze e stile 1527003_410404179090341_1966817836_nE’ sempre maggiore la consapevolezza dei consumatori che tendono a prediligere la filiera corta per conoscere i cibi che portano in tavola, per consolidare così un rapporto diretto, basato molto spesso sulla fiducia, tra chi produce e chi consuma. Il legame tra produttore e consumatore garantisce che ciò che si acquista sia un alimento davvero fresco, che non abbia attraversato un numero indefinito di passaggi intermedi prima di finire nella borsa ella spesa. Alla freschezza si aggiunge poi la stagionalità, per aiutare a riacquistare la consapevolezza che non tutti i prodotti sono disponibili in qualsiasi momento dell’anno, ma che ciascuno di essi ha un proprio ciclo naturale. Una consapevolezza che, nella cultura dell’abbondanza dei reparti ortofrutticoli dei supermercati, rischia davvero di perdersi! Questa la filosofia di Cristina Giacomelli che cova personalmente il contadino dove acquistare i prodotti dell’orto…

Cosa significa mangiare bio?

Sono partita lo scorso settembre con il progetto “L’Italia in bocca”, ovvero andare a scoprire realtà che producevano biologico e di conseguenza scoprire cosa volesse dire mangiare biologico. Per me vuol dire, ed è quello che ci spiega il contadino o comunque il produttore, andare a consumare frutta, verdura o carne che non siano trattati con prodotti chimici, farmaci, concimi chimici ecc. Basti pensare al passato ed andare indietro con la memoria, oggi si parla di biologico, in realtà non è niente di diverso da quello cha facevano i nostri nonni, rispettare l’agricoltura di un tempo, niente antiparassitari, ma soltanto, eventualmente, una piccola quantità di rame. I prodotti biologici che si trovano al supermercato sono biologici, ma passano per le celle frigorifero perdendo così una serie di caratteristiche del prodotto stesso: bisogna andare dal contadino, ogni anno esce un annuario dove poter trovare nella propria regione e provincia i produttori di- retti, dove, con più divertimento, si riesce a scovare il produttore di formaggi e di carne o di verdure».

Cosa non può mai mancare nella cucina bio, il prodotto sempre presente?

«Frutta e verdura sicuramente, trattarla il meno possibile, senza stravolgerla, con una particolare attenzione alla cottura per cerca- re di mantenere all’interno dell’alimento, ol- tre a tutte le sostanze nutritive, il vero gusto dell’alimento stesso. Niente di meglio di un pomodoro strofinato su una fetta di pane, si sente il sapore vero!»

Una ricetta da consigliare?

«In questo periodo consiglio la Pappa al pomodoro, pane raffermo, pomodori e basilico, classica ricetta dell’avanzo del frigorifero, che nell’ottica di Expo 2015, cibo legato al recupero, è sicuramente in linea. Altro piatto consigliato sono le zuppe, cucinate con le ver- dure legate alla stagione, cavolo nero, piselli, zucchine, fagioli da servire fredde, oppure le frittate di verdure, insomma è il periodo del- la verdure!»

Il segreto, dunque, per ritrovare la gustosità di un tempo è cercare un agricoltore che produca verdura, frutta, carne, olio come si faceva una volta, annusare i prodotti per ritrovare i veri profumi e cucinarli così da non perdere la fragranza dei sapori genuini!