CITTÀ CHE CAMBIA

Il lavoro a Parma nel guado della crisi

Il Rapporto congiunturale dell’Osservatorio Provinciale analizza l’andamento occupazionale nei vari settori nel primo semestre 2011

Di Federica Bordone

“Il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, il vizio e il bisogno”, diceva Voltaire. Attorno al lavoro infatti ruota la dimensione privata e collettiva dell’uomo. Quando si parla di crisi economica, uno dei fattori più dolenti è proprio il rischio di perdita occupazionale. Questo tema è molto caldo a livello europeo e italiano. L’Emilia, e Parma in particolare, si sono sempre distinte per la capacità di creare e mantere lavoro. Ma ultimamente le cose stanno cambiando anche qui.
Il Rapporto congiunturale dell’Osservatorio sul Mercato del Lavoro effettuato, su richiesta della Provincia di Parma, sul primo semestre del 2011 evidenzia uno stato di sostiaziale stallo. L’aspetto cruciale attorno a cui si sviluppano dati e tendenze è la capacità di internazionalizzazione. L’analisi fa emergere come la pausa nella crescita dell’export nella prima metà del 2011 e il deterioramento delle aspettative nel settore industriale abbia provocato un rallentamento della ripresa della domanda di lavoro e, in particolare, una battuta di arresto nelle attività manifatturiere. Gli avviamenti al lavoro hanno evidenziato una decelerazione in termini tendenziali: 17,7% nel primo trimestre 2011 e 10,0% nel secondo, contro il 18,1% nel quarto trimestre 2010. Solo nel quarto trimestre del 2010 il saldo avviamenti-cessazioni nel manifatturiero era ritornato ad un livello positivo. Tale recupero è continuato nel primo trimestre 2011 con la creazione di 356 rapporti di lavoro, purtroppo vanificata, nel trimestre successivo, da una una perdita di rapporti di lavoro pari a 364 unità. Inoltre il ricorso ancora elevato alla cassa integrazione denuncia il persistere di un esteso bacino di manodopera inutilizzata o sottoutilizzata (nel primo semestre 2011 +30,3% rispetto al primo semestre 2010), che di fatto non fa presagire l’assunzione di nuovo personale.
Il sistema Excelsior54 ha formulato una previsione di crescita occupazionale nella provincia di Parma nel 2011: secondo i dati di questa indagine campionaria condotta da Unioncamere, per conto del Ministero del Lavoro, nel corso dell’anno appena concluso dovrebbero venire creati 410 posti di lavoro nel totale industria e servizi mentre nell’industria il dato sarebbe uguale a zero.
La mancata crescita delle esportazioni si è tradotta in una significativa flessione degli avviamenti al lavoro nel settore trasporti, magazzinaggio e comunicazioni, con variazioni congiunturali molto negative nel primo (-7,4%) e nel secondo trimestre 2011 (-10,3%). Tuttavia la domanda di lavoro somministrato nei servizi alle imprese è cresciuta in termini congiunturali del 6,5% nel primo trimestre 2011 e del 5,9% nel secondo; le rimanenti attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca e servizi alle imprese registrano una variazione congiunturale del 2,8% nel primo trimestre 2011 e del 9,5% nel secondo, ma la variazione tendenziale nel primo semestre (0,4%) è modesta.
Il fenomeno più rilevante è dato da un segnale di inversione di tendenza della domanda di lavoro nella meccanica generale (metallurgia, fabbricazione di prodotti in metallo), dove si è registrata una variazione congiunturale negativa (-13,2%) nel secondo trimestre 2011.
Ancora favorita dall’export è invece la dinamica della domanda di lavoro nella meccanica strumentale (fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici) che cresce in termini congiunturali del 12,3% nel primo trimestre 2011 e del 3,3% nel secondo. L’andamento di questo settore ha giocato da sempre un ruolo chiave nel processo di internazionalizzazione commerciale per l’economia parmense.
Il lavoro nelle costruzioni, invece rivela, nel primo semestre 2011, una crescita tendenziale decisamente inferiore a quella del totale economia (5,9% contro il 13,8%) e incassa nel primo trimestre 2011 una variazione congiunturale significativamente negativa (-5,5%) non compensata nel secondo (3,7%).
La situazione di insufficiente crescita dei consumi si è tradotta in una riduzione delle vendite al dettaglio anche in provincia di Parma: la variazione tendenziale è del -1,1% nel primo trimestre 2011 e del -0,8% nel secondo. Ciò ha prodotto le prime avvisaglie locali di diminuzione degli avviamenti al lavoro nel commercio: si ha infatti una variazione congiunturale del -0,4% nel primo trimestre 2011 e del -0,2% nel secondo, e la variazione tendenziale, ancora positiva nel primo semestre 2011 (13,9%), è comunque in rallentamento rispetto al 2010 (15,3%).
Al dato del rallentamento della ripresa dell’occupazione dipendente nella prima metà del 2011 si aggiunge quello di un ulteriore aumento del tasso di precarizzazione per i nuovi ingressi. Per trovare l’ultima fase di stabilizzazioni dei rapporti di lavoro a termine, a Parma, occorre risalire al 2007.
Per quanto concerne l’analisi in base al sesso e all’età: nel primo trimestre 2011 gli avviamenti maschili sono cresciuti congiunturalmente dell’1,0% contro il 4,0% di quelli femminili e nel secondo solo dello 0,4% rispetto ad un valore sempre superiore per l’altro sesso (1,5%); mentre nel primo trimestre 2011 gli avviamenti al lavoro dei giovani crescevano più di quelli degli adulti di 25 anni e oltre (4,4% contro 3,2%) e gli avviamenti degli stranieri più di quelli degli italiani (5,0% contro 2,4%), nel secondo trimestre 2011, per la domanda di lavoro dipendente giovanile, come per quella straniera, si arriva addirittura ad una variazione congiunturale negativa (rispettivamente del -1,0% e del -2,2%).